{"title":"COLLECTORS' PREVIEW","description":"\u003cdiv title=\"Page 1\" class=\"page\"\u003e\n\u003cdiv class=\"layoutArea\"\u003e\n\u003cdiv class=\"column\"\u003e\n\u003cdiv title=\"Page 2\" class=\"page\"\u003e\n\u003cdiv class=\"section\"\u003e\n\u003cdiv class=\"layoutArea\"\u003e\n\u003cdiv class=\"column\" style=\"text-align: start;\"\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0538\/4981\/7265\/files\/1080x1350_Cover_Post_copia_e5cc5967-f13a-4e9f-af50-4ecae88e1163.jpg?v=1775574884\" alt=\"\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e\u003cimg\u003e\u003cimg height=\"65\" width=\"289\" alt=\"\" src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0538\/4981\/7265\/files\/1080x1350_Cover_Post_copia_4.jpg?v=1775574992\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0538\/4981\/7265\/files\/Schermata_2026-04-07_alle_17.17.56.png?v=1775575129\" alt=\"\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e\u003cspan\u003eINSIDE MONTE VERITÀ\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e\u003cspan\u003epresenta\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e\u003cstrong\u003eMarco Cordero, Giaime Meloni, Una Szeemann\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003eProgetto a cura di Chiara Gatti e Nicoletta Mongini \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003eIn collaborazione con Fondazione Monte Verità\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align: left;\"\u003eUn luogo. Una utopia. Tre artisti contemporanei rileggono oggi una storia antica di libertà e di autarchia, fatta di riti ancestrali e prospettive di un futuro migliore. Monte Verità fu una meta, una invenzione, un’isola, un rifugio, un punto di approdo ma anche un punto di partenza per chi, all’alba del Novecento, trovò fra i suoi boschi fitti il senso profondo di un legame rigenerato fra uomo e creato che ancora adesso rappresenta una visione condivisibile e quanto mai necessaria.\u003cbr\u003eIl paradiso anarchico sognato da Bakunin e costruito dai giovani pionieri di una comunità vegetariana che ha fondato il suo stile di vita su temi di straordinaria attualità, come l’ecologia dell’anima e l’ecologia dell’abitare, ha segnato la ricerca di autori contemporanei che, in un personale viaggio alla ricerca dell’essenza, hanno fatto esperienza del Monte e qui ne raccontato la memoria e il portato.\u003cbr\u003eL’epopea centenaria di Monte Verità è al centro, da alcuni anni, di una riscoperta critica che ha visto la sua vicenda protagonista di una mostra al Museo Novecento di Firenze nel 2021, di un ciclo di residenze per artisti condivise con il Museo MAN di Nuoro nel 2023 e di numerose esposizioni e convegni ospitati da musei e università in Europa, Stati Uniti e Giappone. Le figure di grandi intellettuali approdati nel corso di un secolo - dal coreografo ungherese Rudolf von Laban al dadaista Hugo Ball, da Walter Gropius a Carl Gustav Jung - sono riemerse dalle cronache grazie al lavoro illuminante di ricerca svolto da Harald Szeemann e coronato nel 1978 da una mostra itinerante in tutta Europa intitolata “Monte Verità. Le mammelle della verità”.\u003cbr\u003eMarco Cordero, Giaime Meloni, Una Szeemann hanno abitato il Monte in tempi odierni, restituendone l’identità e l’anatomia in opere ispirate dalle origini del luogo, dalle leggende e dai riti primigeni, alla forma complessa di una comunità nata in opposizione allo scontro ideologico fra capitalismo e comunismo che attraversò l’Europa prima dei conflitti. Laboratorio di una contro-cultura indipendente, non soggetta al pensiero dominante, “la collina dell’utopia” aðora in tre nuove narrazioni, tre omaggi frutto di esperienze di\"erenti vissute e interpretate dal filtro dell’arte e dai linguaggi del contemporaneo piegati a un racconto fortemente radicato nell’inconscio collettivo e, allo stesso tempo, mosso da una sensibilità sociale e ambientale aggiornata al delicato momento storico che stiamo attraversando.\u003cbr\u003eIl dialogo fra i tre artisti selezionati per questo progetto si dipana nelle rispettive pratiche, che spaziano dalla scultura alla fotografia alla installazione, tessendo una trama rizomatica che ricorda in sottotraccia il celebre schema di Szeemann, con le sue declinazioni radianti e tematiche, dalla riforma dello spirito alla mitologia, dalla letteratura all’utopia sociale. Sostenibilità e collettività sono termini oggi ricorrenti quanto urgenti, ma la loro prima applicazione virtuosa risale proprio alla esperienza sperimentale del Monte cui il progetto rende un tributo nella riflessione di tre artisti legati a doppio filo da una sensibilità ambientale partecipata ed espressa in immagini, prelievi, gesti e parole eredi di un lascito storico, ma testimoni di problematiche contingenti.\u003c\/p\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","products":[],"url":"https:\/\/shop.nuovagalleriamorone.com\/collections\/miart-2026.oembed","provider":"Nuova Galleria Morone","version":"1.0","type":"link"}